Aneddoti: lo sbruffone
Un giorno quattro giovinastri erano intenti a zappare quando da una buca del terreno scappò un topo. Il figlio del proprietario fu lesto a rincorrerlo per ucciderlo. Inseguendolo gridava: <<Se ti prendo mi debbo mangiare il cuore>>. Presto il topo cambiò direzione ritornando indietro verso i suoi compagni. Fu come un invito a nozze, lasciarono la zappa e si unirono alla caccia. Il topo riuscì ad infilarsi in un buco della parracina, ma i quattro oramai erano determinati a prenderlo. In più ad entusiasmare gli animi c'era chi diceva: <<Mi devo magiare il cuore, mi devo>>.
Incominciarono a disfare la parracina pietra su pietra. Oramai l'euforia era tanta; insieme ad un po' di vino era sfumata anche la ragione. Al topo rannicchiato nella sua tana non restava che attendere il suo destino. L'unica possibilità era balzare fuori il più velocemente possibile se scoperto, ma fu travolto da un sasso che lo colpì alla testa e per lui fu la fine.
I tre squarciarono il petto al topo, ma il figlio del proprietario se la diede a gambe, altrimenti doveva rispettare la promessa. Gli amici lo rincorsero e gli fecero ingoiare la sua sbruffonata.



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