Vini: Saccapana
Il suo nome deriva da "sacca del pane"; era la bisaccia che il contadino si portava in compagnia con un po' di pane e vino per sfamarsi.
Vinello che si ottiene con le vinacce appena pigiate coi piedi e non torchiate. Nel palmento le vinacce assumevano varie posizioni durante la pigiatura, l'ultima fase era il murillo.
Dopo il murillo si spandevano le vinacce sul fondo del palmento superiore, si tappava il foro (loce) che metteva in comunicazione il palmento superiore con quello inferiore. Valutata l'annata si versavano nel palmento tini d'acqua; per oltre due o tre volte al giorno si dovevano spingere le vinacce sotto al livello dell'acqua, questo per due o tre giorni. Poi si divideva il liquido dalle vinacce che venivano torchiate. Il tutto andava in appositi carrati per la saccapana. Questo vinello, frizzante e leggero, era quello che si offriva agli operai e che si doveva bere tutti i giorni per non intaccare le botti che andavano vendute. Esso maturava prima del vino. Non mancavano episodi di mercanti di vino che compravano il vino a condizione che gli venisse venduta anche la "saccapana".



Home page | Presentazione | Chi sono | Ringraziamenti | Contatti | Fotogallery | Eventi | Visite guidate
Agricoltura ad Ischia | Uve a bacca bianca | Uve a bacche rosse o nere | Uve a bacca rosa | Aneddoti
Metodi di Vinificazione | Vini | Le vie del vino | Colonia Vitivinicola d'Ischia in Algeria-Libia | Materie trattate